Il 4 giugno 2026 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato con voice vote la Sezione 224 del National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2027 — il maxi-provvedimento da 1,15 trilioni di dollari che definisce il bilancio operativo del Pentagono. La norma, intitolata United States–Israel Defense Technology Cooperation Initiative, istituisce un meccanismo permanente di integrazione tra gli apparati di difesa americano e israeliano su ricerca e sviluppo, co-produzione di sistemi d’arma, licensing, test e valutazione congiunta. Il tentativo del deputato democratico Ro Khanna di stralciare la disposizione tramite emendamento soppressivo è stato respinto: a sostenerlo, in tutta la Camera, solo la collega Sarah Jacobs.
Durante il dibattito, Khanna ha reso pubblica la circostanza più rilevante dell’intera vicenda: è stato il primo ministro Benjamin Netanyahu in persona a chiedere ai membri del Congresso di inserire la Sezione 224 nell’NDAA. La norma, in altre parole, non nasce da una valutazione autonoma dell’interesse strategico americano, ma da una richiesta esplicita del governo di un paese estero, veicolata attraverso i canali di lobbying di cui Tel Aviv dispone a Washington in misura eccezionale rispetto a qualsiasi altro governo alleato.
Cosa prevede la Sezione 224Il Segretario alla Difesa viene incaricato di designare un executive agent responsabile della sincronizzazione degli sforzi cooperativi bilaterali, con mandato a espandere e accelerare la ricerca tecnologica di difesa, lo sviluppo, il testing, la valutazione, l’integrazione di sistema e la cooperazione industriale. I domini coperti sono esplicitamente elencati: sistemi cyber e di guerra elettronica, intelligenza artificiale e sistemi autonomi, quantum computing, armi a energia diretta, biotecnologia, sistemi anti-drone, difesa missilistica, minacce sotterranee. La norma contempla inoltre co-produzione, joint venture, accordi di licensing e ogni altra forma di cooperazione nell’ambito del complesso militare-industriale bilaterale.
Il Pentagono ha l’obbligo di presentare al Congresso un briefing entro 180 giorni, identificare l’executive agent designato e produrre rapporti annuali fino al 2030 sulle tecnologie trasferite nei programmi di acquisizione statunitensi. Nell’NDAA FY2027 figura inoltre una voce separata da 300 milioni di dollari già autorizzati per i programmi cooperativi israeliani.
La norma si radica nel must-pass bill del Pentagono per sottrarla all’oscillazione del voto annuale sugli aiuti militari. Una volta che le catene di co-produzione esistono e i contratti sono firmati, il disimpegno politico diventa strutturalmente costoso.
Il rapporto di difesa tra Stati Uniti e Israele si fondava storicamente su un modello donatore-beneficiario: 3,8 miliardi di dollari annui in assistenza militare americana, con ritorni in termini di brevetti, ricerche e tecnologie sviluppate dal settore della difesa israeliano. La Sezione 224 trasforma questo schema in qualcosa di strutturalmente diverso: Israele da beneficiario di aiuti a membro operativo del complesso tecnologico-militare americano, con produttori israeliani autorizzati a operare stabilmente negli Stati Uniti all’interno di joint venture con partner americani.
Ben Freeman, direttore del programma Democratizing Foreign Policy presso il Quincy Institute, ha individuato in questo aspetto il profilo più politicamente significativo della norma. La co-produzione distribuita sul territorio americano genera occupazione locale nei distretti congressuali, trasformando i contratti in attivi politici difficili da rimuovere. Freeman ha definito questa dinamica il vero cavallo di Troia della proposta: una replica della strategia consolidata dell’industria della difesa americana, applicata per la prima volta a un paese estero.
Joe Kent, ex direttore del National Counterterrorism Center dimessosi in polemica con la conduzione della guerra all’Iran, ha definito la misura su Responsible Statecraft un abbandono pericoloso della dottrina America First. La sua critica muove da un argomento strutturale: l’integrazione delle catene di sviluppo tecnologico apre la strada a backdoor e spyware che Israele potrebbe utilizzare per influenzare le politiche statunitensi, e la sicurezza nazionale americana non può essere esternalizzata a nazioni con interessi propri e distinti.
La tecnica legislativa: il must-pass billLa scelta di inserire la Sezione 224 nell’NDAA — il provvedimento che il Congresso approva ogni anno per garantire il funzionamento delle forze armate — ha una logica precisa. L’NDAA è strutturalmente difficile da bloccare: votare contro significa votare contro il bilancio dell’intera difesa nazionale. Inserire una norma controversa in un veicolo legislativo di questo tipo è una tecnica consolidata per sottrarre misure specifiche al dibattito parlamentare ordinario e al voto annuale sugli aiuti militari, che negli ultimi anni ha rispecchiato un crescente scetticismo nell’opinione pubblica americana verso il sostegno incondizionato a Israele.
L’Arab Center di Washington ha osservato che la Sezione 224 creerebbe una nuova architettura per la collaborazione USA-Israele strutturalmente difficile da smantellare: una volta che le catene di sviluppo tecnologico sono integrate, i brevetti co-sviluppati e i sistemi d’arma prodotti congiuntamente sono nei programmi di acquisizione del Pentagono, rimuovere il partner diventa tecnicamente e contrattualmente costoso, indipendentemente da qualsiasi valutazione politica futura.
La Sezione 224 deve ancora passare al Senato nella stessa formulazione per diventare legge. Il percorso parlamentare è aperto. La direzione, però, è già indicata dalla sproporzione del voto alla Camera: contro, in 435, erano in due.
Fonti
House Armed Services Committee, FY27 NDAA Chairman’s Mark — Final, testo integrale — armedservices.house.gov
Responsible Statecraft, Congress quietly moves to integrate US and Israeli militaries, 4 giugno 2026 — responsiblestatecraft.org
Military.com, 2027 NDAA Provision Seeks Sweeping US-Israel Defense Tech Integration, 3 giugno 2026 — military.com
Arab Center Washington DC, Section 224: US-Israel Defense Integration Beyond Military Aid, 5 giugno 2026 — arabcenterdc.org
Democracy Now!, 2027 National Defense Authorization Act Proposes to Integrate U.S. and Israeli Militaries, 1 giugno 2026 — democracynow.org
A New Policy, Section 224: The National Defense Authorization Act FY2027 — anewpolicy.org
InsideOver, Roberto Vivaldelli, Stati Uniti e Israele sempre più integrati: la Camera Usa approva la fusione cyber-militare voluta da Netanyahu, 5 giugno 2026 — insideover.com