Christine Cotton, biostatistica francese con venticinque anni di esperienza nella ricerca clinica per conto dell’industria farmaceutica, è morta il 2 giugno 2026. Aveva 56 anni. In un messaggio pubblicato su X quella stessa mattina — scritto in anticipo, come si capisce dal tono — ha indicato come causa della propria decisione il deterioramento fisico degli ultimi anni, dolori cronici invalidanti che lei stessa descriveva come fibromialgia, e un progressivo isolamento personale. Nata nel 1970 e formata all’École d’Économie de Toulouse come economista-statistica, aveva fondato e diretto per oltre vent’anni una CRO — Contract Research Organization, le società cui l’industria farmaceutica subappalta la gestione metodologica, la governance dei dati e l’analisi statistica degli studi clinici. Tra i suoi clienti figura un segmento rilevante del settore: Roche, Sanofi, Aventis, Janssen-Cilag, Pierre Fabre, Medtronic.
A dicembre 2020 ha cominciato a esaminare la documentazione regolatoria depositata da Pfizer presso le autorità americane ed europee per il vaccino a mRNA BNT162b2, poi autorizzato come Comirnaty. Da quell’esame ha prodotto un rapporto di expertise metodologica, la cui prima versione pubblica risale all’inizio del 2022. Il documento è cresciuto nel tempo fino a raggiungere 414 pagine nella versione del 30 dicembre 2024 — quella in inglese, che pubblichiamo integralmente in calce. Nel 2022 Cotton è stata ascoltata in audizione al Senato francese.
Il rapporto: metodo e conclusioniIl titolo del rapporto nella versione finale è Assessment of Methodological Practices Implemented in Pfizer’s COVID-19 mRNA Vaccine Trials with respect to Good Clinical Practice. Le fonti esaminate includono i rapporti clinici dello studio pivot sugli adulti oltre 16 anni — dall’analisi ad interim di dicembre 2020 all’analisi finale del luglio 2023 —, gli studi sulle popolazioni adolescenziali e pediatriche, i trial sui vaccini bivalenti, quelli su donne in gravidanza, i Periodic Safety Update Reports (PSUR) e il database grezzo dei partecipanti allo studio pivot, reso pubblico a seguito di una sentenza giudiziaria negli Stati Uniti.
Le conclusioni di Cotton si articolano su più livelli. Sul piano della gestione dei partecipanti, il rapporto segnala che la rilevazione dei casi COVID-19 era affidata all’autosegnalazione dei partecipanti, senza test PCR sistematici: un partecipante che non riconoscesse o non comunicasse i propri sintomi all’investigatore non generava un caso registrabile nel criterio primario. Cotton considera questa impostazione una violazione della Dichiarazione di Helsinki sulle norme di protezione dei soggetti in sperimentazione, oltre che metodologicamente inappropriata per uno studio condotto durante una pandemia.
Sul piano dell’efficacia, il rapporto documenta che l’efficacia sulla trasmissione del virus — il pilastro della comunicazione pubblica sulla vaccinazione collettiva — non è mai stata oggetto di studio nei trial clinici di Pfizer, per nessuna delle popolazioni esaminate. Cotton cita in proposito una dichiarazione della Haute Autorité de Santé francese del dicembre 2020, contemporanea alla prima autorizzazione del vaccino, che riconosceva esplicitamente l’assenza di dati sull’impatto vaccinale sulla trasmissione virale. Il 95% di efficacia rivendicato da Pfizer — e utilizzato come base della campagna vaccinale di massa — si riferisce esclusivamente alla prevenzione del COVID-19 sintomatico a partire da sette giorni dalla seconda dose, nel gruppo adulto sopra i 16 anni; il rapporto identifica nei meccanismi di rilevazione di quel criterio primario una serie di biais metodologici che, secondo Cotton, ne invalidano l’affidabilità.
Il rapporto documenta che l’efficacia sulla trasmissione del virus non è mai stata oggetto di studio nei trial Pfizer, per nessuna delle popolazioni esaminate. La Haute Autorité de Santé lo riconosceva esplicitamente già nel dicembre 2020.
Sul piano della sicurezza, Cotton ha analizzato i cinque Periodic Safety Update Reports prodotti da Pfizer tra dicembre 2020 e giugno 2023, i dati di farmacovigilanza europei dal database Eudravigilance, e i segnali di sicurezza valutati dai Centers for Disease Control and Prevention americani. Il rapporto documenta eventi avversi gravi non segnalati entro i tempi previsti dal protocollo, un follow-up di sicurezza limitato a due mesi nella fase iniziale — definito insufficiente per la valutazione degli effetti a lungo termine — e incoerenze nella gestione dei decessi registrati durante la sperimentazione. Il rapporto dedica una sezione specifica all’affaire Ventavia: il caso della CRO statunitense accusata dalla propria ex direttrice medica Brook Jackson di manomissioni nella conduzione degli studi, poi oggetto di un articolo sul BMJ nel 2021.
La ricezione istituzionaleIl lavoro di Cotton ha circolato prevalentemente in ambienti critici della gestione istituzionale della pandemia — FranceSoir, Tocsin, Nexus — ed è stato ignorato dai principali media francesi e dalle autorità sanitarie. L’audizione al Senato del 2022 non ha prodotto seguito documentato. Nessuna autorità regolatoria ha risposto pubblicamente alle specifiche contestazioni metodologiche sollevate nel rapporto. Questa assenza di risposta è un dato in sé, indipendentemente dal merito delle conclusioni: un documento di 414 pagine prodotto da una professionista con venticinque anni di esperienza diretta nella gestione di studi clinici per i principali laboratori farmaceutici europei merita una confutazione tecnica, non il silenzio.
La questione epistemica centrale è questa: le conclusioni di Cotton potrebbero essere errate, parziali o metodologicamente discutibili — e alcune sue posizioni pubbliche andavano al di là di quanto il rapporto stesso dimostrava. Ma la strada per stabilirlo passa attraverso una revisione tecnica punto per punto, che non risulta mai avvenuta in forma pubblica e ufficiale. L’industria e le agenzie regolatorie hanno scelto un altro registro.
La morte e le domande aperteLe circostanze della morte di Cotton sono quelle che lei stessa ha scelto di rendere pubbliche: dolori fisici cronici diventati insostenibili, solitudine, una salute deteriorata negli anni del suo lavoro di ricerca. Alcune persone a lei vicine hanno confermato questa lettura. Fonti che l’avevano incontrata nei mesi precedenti descrivono una donna fisicamente provata, con dolori che condizionavano ogni aspetto della vita quotidiana.
Nell’ambiente della contronarrazione francese circola già la lettura alternativa: il silenzio forzato, la dissidente eliminata. Su questa lettura è doveroso essere precisi: al momento non esistono elementi fattuali che la supportino, e l’onere della prova — che in casi del genere spetterebbe a chi avanza l’ipotesi — è integralmente a carico di chi la propone. Quello che si può dire con altrettanta precisione è che la domanda sulla sorte riservata a chi contrasta interessi industriali e istituzionali di questa portata rimane strutturalmente aperta, e che cinque anni di isolamento, di dolori non trattati adeguatamente e di indifferenza delle istituzioni verso un lavoro serio costituiscono comunque un dato biografico che merita di essere registrato.
Christine Cotton aveva 56 anni. Il suo rapporto finale, datato 30 dicembre 2024, lo riportiamo tra le fonti di questo articolo, invitando tutti i lettori alla massima condivisione: si tratta di un documento tecnico denso, costruito su fonti primarie accessibili a chiunque voglia verificarle.
Documento e fonti
Christine Cotton, Assessment of Methodological Practices Implemented in Pfizer’s COVID-19 mRNA Vaccine Trials with respect to Good Clinical Practice, 30 dicembre 2024, 414 pp. — documento integrale in PDF
Putsch Media, Christine Cotton, biostatistica et lanceuse d’alerte n’est plus, 2 giugno 2026 — putsch.media
Le Courrier des Stratèges, Christine Cotton, la lanceuse d’alerte anti-Pfizer, est morte, 3 giugno 2026 — lecourrierdesstrateges.fr
FranceSoir, Essais cliniques Pfizer: le rapport de Christine Cotton (varie date, 2022–2024) — francesoir.fr
Haute Autorité de Santé (HAS), dichiarazione sull’impatto vaccinale sulla trasmissione, 23 dicembre 2020 — has-sante.fr
Peter Doshi, Covid-19: Researcher blows the whistle on data integrity issues in Pfizer’s vaccine trial, BMJ, 2 novembre 2021 — bmj.com
PHMPT, database partecipanti trial pivot Pfizer rilasciato per sentenza giudiziaria — phmpt.org