Il 5 maggio 2026 la caporedattrice di ByoBlu, Virginia Camerieri, ha pubblicato un comunicato in cui annunciava lo spegnimento del segnale sul canale 262 del digitale terrestre per mancanza di fondi. La motivazione addotta includeva un riferimento alla fetta di pubblico che aveva fruito dei contenuti senza contribuire economicamente al mantenimento della struttura. Il giorno successivo il comitato di redazione ha smentito quel tono, prendendo le distanze dalla colpevolizzazione degli spettatori e manifestando stupore per le contestuali dimissioni del fondatore Claudio Messora dai propri incarichi societari. Il 12 maggio Messora ha replicato, citando dati concreti: un pignoramento da circa 200.000 euro seguito a una causa lavorativa vinta da un ex dipendente, fatture per 100.000 euro emesse e mai incassate, uno sfratto esecutivo dalla sede operativa di Milano. Nei giorni seguenti il sito byoblu.com ha smesso di rispondere, privando la redazione dell’archivio ventennale dei propri contenuti.
Per capire meglio la vicenda abbiamo dato un’occhiata ai numeri.
La struttura societariaIl progetto operava attraverso due soggetti giuridici distinti, entrambi con sede a Milano e con Claudio Messora quale figura di riferimento e controllo. Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit — costituita il 3 aprile 2019, iscritta al Registro Imprese di Milano con codice fiscale 10768330960 — era la società editoriale operativa: emittente televisiva, testata giornalistica, datore di lavoro. Al 31 dicembre 2025 contava 37 dipendenti medi, con un picco di 42 nel primo trimestre dell’anno e una discesa a 30 nel quarto. Il fatturato 2024, secondo i dati del Registro Imprese, ammontava a circa 2,9 milioni di euro. Il capitale sociale sottoscritto era di 73.070 euro.
Quella proporzione — quasi tre milioni di ricavi annui su settantatremila euro di capitale — descrive una struttura che operava con leva finanziaria interamente coperta dai flussi in entrata. Flussi che, nel modello ByoBlu, provenivano quasi esclusivamente da donazioni volontarie ricorrenti. La qualifica di Società Benefit, assunta con verbale del 4 ottobre 2024 — un anno prima del collasso — completava il quadro retorico senza modificare la struttura economica sottostante.
La seconda entità, E-Byoblu S.r.l.s. — codice fiscale 11735160969, costituita il 21 aprile 2021, pochi giorni dopo il ban di YouTube — era una società a responsabilità limitata semplificata con capitale sociale di 100 euro, interamente posseduta da Messora. Il suo oggetto sociale includeva esplicitamente la gestione di marchi d’impresa e loghi, la registrazione di brevetti e la commercializzazione dei relativi diritti di sfruttamento economico. Gestiva lo store online e le attività di e-commerce. L’8 maggio 2026 — tre giorni dopo il comunicato Camerieri — Messora ne ha avviato la liquidazione, nominandosi liquidatore.
Una S.p.A. con 73.000 euro di capitale e quasi tre milioni di fatturato, finanziata da donazioni volontarie, con collegio sindacale e società di revisione esterna. La distanza tra il posizionamento retorico e la realtà societaria era già il problema.
ByoBlu era nata nel 2007 come blog personale di Messora, con un focus su economia e politica e una vicinanza alle istanze della prima fase del Movimento 5 Stelle. Tra il 2013 e il 2019 era diventata una web TV su YouTube, costruendo un’utenza orientata verso contenuti esplicitamente antisistema. Il 2020 aveva portato la crescita più rapida: l’emergenza pandemica aveva trasformato il malcontento diffuso in traffico e il traffico in donazioni.
Il ban definitivo di YouTube nel marzo 2021, motivato con la violazione delle linee guida in ambito sanitario, aveva eliminato introiti pubblicitari stimati attorno ai 10.000 euro mensili. La risposta era stata una campagna di crowdfunding che aveva generato centinaia di migliaia di euro, utilizzati per acquistare banda sul digitale terrestre e trasformare il progetto in un’emittente con dipendenti, sede fisica e attrezzatura professionale. I fatturati avevano seguito: dai 20.000-25.000 euro annui degli esordi a circa 400.000 nel 2022, 700.000 nel 2023, quasi 800.000 nel 2024 secondo le stime interne — cifra che le visure camerali correggono verso l’alto, attestando il fatturato effettivo di Media Pluralisti Europei 2024 a quasi 2,9 milioni.
Questo salto dimensionale aveva richiesto impegni pluriennali: contratti di locazione, inquadramento di personale dipendente, costi di banda sul digitale terrestre. Obbligazioni fisse, finanziate da entrate variabili per definizione. Il modello della donazione volontaria, funzionale a una struttura leggera, era diventato incompatibile con i costi fissi di una rete televisiva regolare. La fine della fase pandemica aveva tolto il principale catalizzatore tematico. Il potere d’acquisto dei donatori si era contratto. Le entrate erano calate. I costi erano rimasti.
La deriva commercialePer compensare il calo delle donazioni, la società aveva avviato iniziative di monetizzazione che avevano progressivamente alienato il pubblico storico. La vendita di spazi pubblicitari si era scontrata con la riluttanza degli inserzionisti ad accostare i propri marchi a contenuti fortemente polarizzanti. Aveva aperto uno shop online di integratori. Le campagne di raccolta fondi avevano assunto toni sempre più pressanti, occupando spazi editoriali e trasmissioni. L’iscrizione come testata giornalistica regolamentata aveva comportato un ammorbidimento dei contenuti percepito dagli spettatori storici come una resa.
Il punto di non ritorno era stato il lancio del cosiddetto azionariato popolare: la richiesta agli spettatori di acquistare quote societarie, trasformandoli da donatori in investitori e caricandoli della responsabilità diretta delle perdite aziendali. L’operazione, in un’azienda con un capitale sociale di 73.070 euro e con Messora titolare del controllo gestionale, sollevava interrogativi sulla struttura effettiva dell’offerta che il pubblico non aveva gli strumenti per valutare.
Il nodo dei dirittiLa questione che potrebbe avere conseguenze legali nei mesi a venire riguarda la proprietà dei contenuti prodotti in vent’anni di attività. Il dominio byoblu.com risulta registrato dal 2002 e intestato a Messora. Quando il server è stato spento, la redazione di Media Pluralisti Europei — la società che aveva prodotto e pubblicato quei contenuti con i fondi dei donatori e il lavoro dei dipendenti — si è trovata a non avere accesso all’archivio storico.
L’oggetto sociale di E-Byoblu S.r.l.s. includeva esplicitamente la gestione e la commercializzazione di marchi, loghi e diritti di sfruttamento economico. La società è entrata in liquidazione l’8 maggio 2026, con Messora nella veste di liquidatore, tre giorni dopo la chiusura del canale. La separazione tra i contenuti prodotti dalla redazione e la piattaforma su cui erano pubblicati — controllata da un’entità distinta riconducibile al solo fondatore — definisce il perimetro del contenzioso che potrebbe aprirsi sui diritti d’autore e sulla titolarità dell’archivio. La distanza tra ciò che un progetto dichiara di essere e ciò che è nei fatti tende a emergere nei momenti di crisi, mai prima.
Cosa rimaneAlla data di estrazione delle visure — 10 giugno 2026 — Media Pluralisti Europei S.p.A. risulta ancora attiva, con Messora formalmente ancora Presidente del CdA e Amministratore Delegato, in attesa che le pratiche di cessazione delle cariche depositate il 5 e l’11 maggio vengano perfezionate. La redazione tenta di proseguire su un nuovo canale YouTube intestato alla società, con ricavi stimati al di sotto dei mille euro mensili. Circa 40 tra dipendenti e collaboratori hanno perso o stanno perdendo il lavoro.
L’8 giugno 2026 Messora ha pubblicato un video in cui annuncia il rilancio di byoblu.com come blog personale, separato da Media Pluralisti Europei. Nel video esclude attacchi informatici e censura, riconosce che la struttura non era più in grado di garantire la continuità del servizio e descrive la scelta di riattivare il dominio sotto il proprio controllo come un atto necessario per preservare il patrimonio di contenuti. ByoBlu, dichiara, torna a essere quello che era all’inizio: un blog, non una testata giornalistica registrata. La società Media Pluralisti Europei, aggiunge, seguirà la propria strada autonomamente.
Due elementi in quella comunicazione meritano attenzione. Il primo: Messora afferma di essersi dimesso il 5 maggio da ogni incarico operativo e gestionale, ma alla data del 10 giugno risulta ancora formalmente Presidente del CdA e Amministratore Delegato nel Registro Imprese, con pratiche di cessazione ancora in stato aperto. Il secondo: la decisione di riattivare byoblu.com come blog personale — possibile perché il dominio è intestato a lui dal 2002 — lascia invariato il nodo centrale: i contenuti prodotti dalla redazione di Media Pluralisti Europei con i fondi dei donatori restano su una piattaforma controllata dal solo fondatore, che ora la gestisce in proprio.
Il progetto ByoBlu aveva costruito la propria identità sulla denuncia dei meccanismi di potere che controllano l’informazione mainstream: concentrazione proprietaria, dipendenza dai finanziatori, governance opaca. La sua struttura societaria reale — un fondatore con controllo totale su S.p.A., S.r.l.s., dominio e marchi, finanziata da donatori retail convinti di sostenere un bene comune — replicava esattamente quei meccanismi in scala minore. La differenza è che Mediaset, quando licenzia, ha i soldi per pagare la liquidazione.
Fonti
Visura ordinaria Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit, CF 10768330960, estratta dal Registro Imprese di Milano Monza Brianza Lodi in data 10/06/2026 — scarica il documento
Visura ordinaria E-Byoblu S.r.l.s. in liquidazione, CF 11735160969, estratta dal Registro Imprese di Milano Monza Brianza Lodi in data 10/06/2026 — scarica il documento
Comunicato Virginia Camerieri, caporedattrice ByoBlu, 5 maggio 2026 — annuncio spegnimento canale 262
Nota del comitato di redazione Media Pluralisti Europei, 6 maggio 2026
Replica di Claudio Messora, 12 maggio 2026
Video di Claudio Messora, byoblu.com, 8 giugno 2026 — annuncio rilancio del blog e separazione da Media Pluralisti Europei